La comunità nigeriana di Ikebiri contro la multinazionale ENI

La scorsa settimana un mio caro collega, l’avvocato Luca Saltalamacchia, mi ha sottoposto il caso che si apprestava ad andare a discutere in tribunale, una controversia molto interessante e che, anche se parte da lontano, tocca tutti noi.

Si tratta di un tema che coinvolge anche le multinazionali italiane, che spesso hanno provocato devastanti conseguenze in termini di inquinamento e violazione dei diritti umani nei paesi dove operano.

Nel 2017 in Italia è stato avviato il primo giudizio civile di questo tipo, proposto dalla comunità di Ikebiri contro l’ENI e la sua controllata nigeriana.

La comunità di Ikrbiri è stanziata in Nigeria, in uno dei tanti rami del delta del fiume Niger, nello Stato di Bayelsa. E’ una comunità indigena; i suoi membri vivono del sostentamento che riescono a trarre dall’ambiente che li circonda.

In questi territori opera la filiale nigeriana di Eni (Nigerian Agip Oil Company), la cui attività ha provocato molti sversamenti di petrolio verificatisi a partire dagli anni ‘70 e di conseguenza gravi danni all’ambiente.

Si tratta del primo caso di questo tipo e quindi le questioni processuali e sostanziali da affrontare sono diverse, molto complesse e mai affrontate in Italia.

Ad esempio, quando si causa un danno ad una intera comunità, chi è il soggetto legittimato ad agire? Il concetto giuridico di comunità (nel caso di specie, comunità indigena) è estraneo al nostro ordinamento.

Vi lascio all’approfondimento in merito sul sito dello Studio Legale Scicchitano e al video andato in onda su La 7

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