L’insolvenza dei gruppi di imprese

Il tema relativo alla gestione dell’insolvenza delle imprese facenti parte di un «gruppo» è sempre stato, sia nell’ordinamento europeo che nell’ordinamento concorsuale nazionale, fortemente dibattuto.

In ambito europeo si è inizialmente ritenuto che, nell’ipotesi dell’insolvenza «di gruppo», per ogni impresa dovesse essere aperta un’autonoma e distinta procedura di insolvenza nello Stato membro in cui si trovava il centro principale dei suoi interessi.

Nell’ordinamento concorsuale italiano il legislatore ha ritenuto, per molto tempo, di non prendere posizione sull’argomento, mentre la giurisprudenza ha ritenuto di adottare rispetto all’insolvenza di gruppo soluzioni tese a valorizzare l’autonomia delle varie imprese del gruppo.

In epoca recente si è assistito tuttavia, sia in ambito comunitario che nazionale, ad un graduale mutamento di orientamenti e ad una presa di coscienza del fatto che l’efficiente gestione dell’insolvenza di gruppo richiedesse la massima collaborazione tra gli organi incaricati di gestire le procedure aperte a carico delle varie società.

Il gruppo di imprese

Negli organismi economici contemporanei si registrano due tipi di tendenze, la prima consiste nella costituzione di imprese di grandi dimensioni e la seconda si sostanzia, invece, nel riunire sotto una direzione unitaria (in un rapporto di subordinazione) una molteplicità di imprese esercenti la medesima attività e quindi operanti nel medesimo ramo dell’industria o del commercio.

Il c.d. gruppo di imprese rientra nella seconda ipotesi e nel fenomeno in esame riveste un ruolo dirimente la c.d. impresa capo-gruppo od holding.

Il fenomeno in esame ricorre quando più imprese, pur rimanendo giuridicamente autonome, sono comunque sottoposte a poteri direttivi unitari che si realizzano attraverso: a) l’identità dei dirigenti, nel senso che il dirigente dell’impresa capogruppo è lo stesso delle imprese controllate; b) la designazione da parte del dirigente dell’impresa capogruppo di un dirigente di fiducia per ciascuna delle altre imprese sottoposte a controllo; c) un costante contatto e coordinamento tra il dirigente dell’impresa capogruppo e i dirigenti delle diverse imprese controllate.

Il gruppo di imprese può essere considerato un’unica impresa frazionata in una pluralità di soggetti autonomi, ciascuno sottoposto all’unitario potere direttivo e di controllo della holding.

Potete trovare la voce completa de: “L’insolvenza dei gruppi di imprese” sul sito della Treccani

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